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Immigrazione clandestina per i minori |
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Scritto da ALFONSO
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La proposta prevede di realizzare per i bambini extra comunitari clandestini, soprattutto, dei collegi per far seguire un piano di studi, per esempio la scuola dell'obbligo.
Per realizzare la scuola dell'obbligo si possono utilizzare tutte quelle caserme sul territorio nazionale, ormai inutilizzate, rendendole vivibili come collegi (ricordate i collegi per gli orfani dei ferrovieri?) i ragazzi studiavano con vitto e alloggio con piani di studio regoalari identici alla scuola pubblica fino all'età di 13 anni o 18, questo è da studiare.
Possiamo dare lavoro agli insegnanti, ci sono molti precari e utilizzare risorse economiche che possono essere recuperate dalle spese che sosteniamo per i Centri temporanei di assistenza. Le strutture demaniali esistenti possono essere utilizzate, con giuste ristrutturazioni per questo scopo.
Al termine del piano di studio in Italia i ragazzi, ormai adulti, possono ritornare ai loro paesi d'origine, dove verranno inseriti nelle loro scuole o presso scuole gestite da Organizzazioni, tipo ONLUS o di altre emanazioni, che nel frattempo, hanno organizzato prezzo di loro e con fondi internazionali, altrettante Scuole di Specializzazione (per esempio:tornitori, elettricisti, muratori, meccanici, specialisti nel campo energetico etc.), con l'obiettivo di richiamarli in Italia per posti di lavoro da parte delle nostre industrie oppure potranno svolgere la loro attività nella costruzione, ricostruzione dei loro paesi.
Ritengo che questa proposta e quindi realizzazione con i giusti adempimenti di legge possa essere d'ausilio all'attuale Legge in discussione in parlamento ed inoltre a superare gli aspetti di natura umanitaria.
Gradirei dei commenti per meglio mettere a punto una proposta di legge che possa prevedere, armonicamente, i vari passaggi di impiego delle risorse sia umane che materiali. Cordiali saluti a tutti.
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Scritto da giovanni
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bravi avete fatto un grande partito anche se non ero tanto d'accordo comunque tanti auguri .Ma attenzione alla lega che dice quello che la gente vuole sentire sui clandestini .se non date un duro colpo a questo fenomeno molti elettori rimarranno delusi
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Integrazione sė, ma nel rispetto delle nostre tradizioni!! |
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Scritto da Yuri
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Integrazione e libertà di culto, due pilastri fondamentali della democrazia di un Paese civile, purchè questo non comporti la sottomissione e la perdita delle tradizioni del popolo ospitante, dove lo spauracchio del razzismo venga usato come arma per fare forza nell'ottenere e nell'avanzare pretese!!!
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Scritto da _Dot_
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Salve . . . . . . . sono felicissimo di fare parte anche io di questo sito bellissimo . . . finalmente una buona rappresentanza degna di questo nome . Volevo soffermarmi sulla legge che riguarda i dottori . Perchè i Medici italiani devono lamentarsi se li è stato chiesto di denunciare alle autorità li immigrati che non sono in regola ? . . . .e giusto che sia così . queste persone che non sono in regola stanno portando lo scompiglio in italia, prendiamo come esempio milano con tutti i casi di attacchi dei leghisti ai campi rom , oppure i senzatetto che sono stati bruciati mentre dormivano . Non do la colpa agli artefici di queste azioni perchè la domanda che mi sorge spontanea è . . perchè devono stare la ? . . . se fossero stati mandati tutti via non ci sarebbero stati questi scontri . . . . quindi anche io da buon emigrato che sono mi scuso prima per l'italiano poco corretto e poi cedo a voi le mie speranze che sono state sottratte il momento in cui sono stato rimpatriato e costretto nuovamente a morire di fame giusto che sia .. .. cordiali saluti e spero in tanti commenti
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La Direttiva Bolkenstain va modificata radicalmente |
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Scritto da Nicola
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IL DUMPING SOCIALE DERIVANTE DAL DIRITTO COMUNITARIO
La Direttiva Bolkestein proposta nel 2004 dalla commissione europea risolveva in un ottica troppo ispirata ad una concorrenza senza regole alla luce del Trattato di Schengen della libera circolazione di servizi l’eliminazione di ostacoli nei confronti dei prestatori di servizio che intendano avvalersi della libera circolazione. In questo ambito la direttiva propone il principio del paese di origine al quale abbiamo accennato prima, secondo il quale il prestatore è sottoposto soltanto alla legge del paese nel quale è stabilito: gli altri Stati membri non possono limitare od ostacolare i servizi che può fornire nei loro territori. In perfetta correlazione la direttiva precisa il diritto dei destinatari del servizio di poter utilizzare prestatori di altri Stati membi. Tutto ciò è corredato da norme che comportano un meccanismo di assistenza per il destinatario della prestazione che proviene da un altro Stato ed una cooperazione amministrativa e di controllo sul sistema, con particolare riguardo al caso di distacco di lavoratori. Per realizzare il sistema nel suo complesso la direttiva prevede che vi sia una generale armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri su materie particolari quali la protezione dei consumatori, gli obblighi di informazione del prestatore di servizio, la soluzione delle controversie etc.; auspica una reciproca assistenza fra autorità nazionali per garantire un controllo efficace sui servizi; nonché una promozione delle certificazioni di qualità delle attività ed in particolare incoraggia i codici di comportamento con particolare riguardo per le professioni regolamentate. Se infatti il prestatore di servizio può liberamente muoversi sotto l’egida delle proprie normative, lo Stato di accoglimento o dove comunque fornisce il servizio deve avere una modalità di controllo sulla prestazione e sul prestatore: la sicurezza per lo Stato di destinazione si traduce in un sistema di scambio di informazioni tra autorità pubbliche e nella predisposizione di un sistema informatico di nuova concezione con il quale vengano messe in rete i dati necessari, pur tutelando laprivacy delle persone interessate. Quando la proposta di direttiva è diventata di dominio pubblico, il Commissario Bolkestein non ha avuto una buona reputazione nel suo paese d’origine la Francia poiché il criterio del paese d’origine ha dato luogo ad una reazione politica e popolare in alcuni Stati europei, in particolar Francia e Germania, ma anche da noi, in quanto alcuni elementi degli schieramenti politici vi hanno visto non la chiave per una veloce liberalizzazione dei servizi per accrescere competitività e quindi migliorare il mercato, ma una lesione dei diritti dei lavoratori. L’esempio sempre ricordato è quello dell’idraulico polacco che arrivato con il suo bagaglio di norme in Francia sbaraglia il mercato degli idraulici francese poiché le sue prestazioni possono essere rese a minor prezzo a causa dei minori costi sociali che sono imputati sulla sua retribuzione. In sostanza l’allarme lanciato è contro il dumping sociale: si sostiene che il principio del paese d’origine, non tenendo conto delle differenze di tutela e costi sociali tra i 27 paesi dell’Unione porta con sé non una benefica concorrenza e quindi un aumento dei posti di lavoro, ma anzil’eliminazione di posti di lavoro nello Stato di accoglienza e d una minore tutela sociale tenendo conto che in questo modo un mercato di 450 milioni di persone non ha certezza del diritto , ma al posto di una europa unita politicamente con un unico diritto del lavoro vengono considerati vigenti in virtù del principio della libera circolazione dei servizi ben 27 diritti del lavoro tutti in vigore ed applicabili nell’ambito comunitario . Fondamentalmente a causa di ciò, anche se non solo, la direttiva è stata rinviata dal Parlamento europeo alla Commissione che ne ha predisposta un’altra versione, a tutt’oggi all’esame delle istituzioni europee, nella quale è stato abbandonato il principio del paese d’origine, contenuto nell’originario articolo 16. L’attuale proposta, nella sua ultima versione (COM(2006)160 def. ), non contiene quindi più questo meccanismo semplice e di immediata immissione che avrebbe potuto effettivamente comportare una liberalizzazione dei servizi facile e senza necessità di particolari adattamenti negli ordinamenti interni. L’attuale redazione mantiene tutto il restante impianto, sia per le agevolazioni burocratiche, sia per l’eliminazione degli ostacoli, ma sottopone il prestatore di servizio alla legislazione del paese di destinazione. Lo Stato di destinazione è tenuto al rispetto del diritto del prestatore di servizi ed è tenuto a liberalizzare sia l’accesso sia l’esercizio del servizio. Inoltre la nuova proposta ha immesso ulteriori deroghe alla liberalizzazione per i settori postale,elettrico, gas, fornitura d’acqua, rifiuti; distacco dei lavoratori, avvocati, recupero crediti. Possiamo certamente dire che il nuovo progetto, elaborato dopo ben 404 emendamenti del PE sul primo progetto, darà luogo se approvato entro il 2009 ad un importante regolamentazione, fondamentale per la costruzione di un mercato interno dei servizi perché comunque uniforma i criteri valutativi dei flussi di emigrazione transfrontalieri.Questa modifica permetterebbe ai giovani italiani in particolare del sud di avere maggiore mobilità nel territorio italiano e comunitario evitando che normative comunitaria perseguano tentativi di dumping sociale con l’esclusione delle giovani generazioni dal mercato del lavoro a causa di leggi che in nome della libera circolazione dei servizi anziché uniformare un unico diritto del lavoro europeo ne contempla 27 evidenziando disparità di trattamento ai sensi dell’art 3 di uguaglianza della nostra Costituzione che alla luce del Diritto Comunitario vede ridursi ampiamente la sua sfera di applicazione .
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MANDARE A CASA I TROPPI CLANDESTINI |
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Scritto da Michele
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Bisogna mandare nella propria patria i troppi clandestini senza lavoro fino ad adesso arrivati da noi affinchè diminuisca la micro-criminalità e si possa vivere più sereni ed abbastanza tranquilli.
Mitch
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